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Sanità, un anno di faida: dall'omicidio Cesarano alla morte di Vastarello

La zona è fondamentale per i clan: il quartiere è al centro del traffico di droga, ma anche di racket e mercato del falso. Le tappe della sanguinosa escalation del conflitto tra Vastarella e Mallo-Genidoni

Omicidio Vastarello

Con l'omicidio di Vittorio, fratello del boss Giuseppe Vastarella assassinato lo scorso 22 aprile, si conclude l'ennesimo capitolo della faida in corso nel quartiere Sanità. In una zona in cui le piazze di spaccio fruttano – secondo i pentiti di camorra – il doppio, è da mesi che imperversa la guerra tra i clan.

LE FAZIONI IN LOTTA – Sul tavolo il business della droga, ma non solo. Dalla Sanità si comanda sul racket e sul sempre florido mercato del falso. Vastarella, Mallo-Genidoni, Misso, in un'escalation che da tempo sta facendo vittime a cadenza tristemente regolare.

STESE E OMICIDIO CESARANO – È proprio nel corso della faida alla Sanità che si sono viste le prime "stese", azioni dimostrative in cui i sodalizi criminali mostravano l'un l'altro la propria "potenza di fuoco". In una di queste, un anno fa, venne ucciso il 17enne Genny Cesarano. Poi gli omicidi, sempre più efferati.

VICO FONTANELLE E BARBUDOS – Il colpo più duro sferrato ai Vastarella risale allo scorso 22 aprile, quando in un circolo privato di vico Fontanelle vennero assassinati il boss Giuseppe Vastarella ed il cognato Salvatore Vigna. La risposta è arrivata l'8 giugno, con l'esecuzione – a Ponticelli – del boss dei "barbudos" Raffaele Cepparulo. Il 24enne era alleato di Antonio Genidoni, l'uomo considerato il mandante dell'azione di due mesi prima. L'agguato portò alla morte anche di Ciro Colonna, un 19enne incensurato.

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LA SITUAZIONE – Mentre i Vastarella sono stati decimati dagli omicidi, i Mallo-Genidoni sono stati a poco a poco smantellati dalle forze dell'ordine. Ma l'ennesimo agguato dello scorso mercoledì mostra che la lotta per il predominio nell'area prosegue.

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